Una guida, cita:
''Praga, città di una bellezza straordinaria, che può essere goduta ed
esplorata per giorni, mesi od una vita intera.'' e invece noi avevamo solo un giorno e
mezzo, un classico GEFO! Si perché da vedere a Praga c'è molto, e questo molto è
diviso dalla Moldava: su una sponda si trovano il borgo del Castello e sull'altra la Città
Vecchia, il Quartiere Ebraico e Città Nuova unite dallo stupendo Ponte Carlo.
Ma non è di questo che desidero scrivere! Non è della nostra partenza, no, che questa
volta, data la distanza, ci ha fatti ritrovare alle h. 2:00, sì proprio alle h. 2:00 del mattino,
buio ''pesto'', e per fortuna, date le facce nel bel mezzo del potente gonfiore che ci
prende a quell'ora stampati sul
cuscino. Non voglio scrivere della
prima tappa,
Cesky Kumlov, città
medioevale patrimonio mondiale
UNESCO, un sottile e armonioso
dipinto più che una città, quasi finto
tanto delicato e prezioso! E del
classico picnic con pane, salame e Cartizze, un classico
dell'organizzazione Gefo!
E non voglio scrivere delle cene nelle
tipiche locande di
Praga con
fiumi di
birra nera. Né del tour per la città, massacrante e spettacolare al tempo stesso! Né delle
luci della notte, sul ponte Carlo, un presepe nel bel mezzo dei Mondiali di calcio. No, non
voglio parlare dell'arrivo al
Romantick Hotel poco fuori
Salisburgo, un'oasi fra piscine e
bagni turchi ed una cena di gala, degna di una prima alla Scala, tanto belle erano le
nostre signore così pure i nostri cavalieri!
Pranzo tipico GEFO
No, non voglio parlare della partenza verso
Werfen, 40 km a sud di Salisburgo, per la
visita al mondo dei
''Giganti di Ghiaccio'', un gigantesco sistema di grotte di ghiaccio,
quanto freddo ma che spettacolo: ombre nel ghiaccio!
No, non voglio parlare di
tutto questo, né quanto
troppo spesso diamo per
scontato che una persona a
caso organizzi ogni anno
questo viaggio; che un'altra
si preoccupi del filmino e
delle foto, che tenga i fili
della situazione sempre con
il sorriso sulle labbra; che
un'altra tagli il salame ed
ogni anno ci lasci un
pezzetto di dito; né di un ''Bel amis'' e tutta la compagnia dei ''begli amis'', che vadano
a prendere, la mattina della partenza, il pane fresco e il salame ed il Cartizze affinché
tutti noi possiamo goderne.
Piazza Vecchia.
Di come tutte le signore sopportino i relativi signori, perché senza di loro, questi
grandi e meravigliosi uomini, sarebbero un po' persi, vero? Diamo per scontato che
tutti quanti siano stati sempre, e ribadisco sempre, in perfetto orario. Diamo per
scontato che tutti si stia bene e se qualcuno, a caso, non lo è stato tutti intorno come
un'unica famiglia ad aiutare ... Diamo per scontato i colori, i profumi, i fiori, i fiordalisi
nei campi di grano che da noi non si vedono più; il buon gusto, la bellezza e
l'eleganza, il canto in cima alla montagna, fuori dalla grotta: ''Voglio un'emozione
così!'' e l'Ave Maria in autobus; i duetti fra due persone/voci meravigliose a caso, e
una ''ugola d’oro'' a caso che con il suo ''particolare'' canto ci ha fatto così tanto ridere
e gioire ... Ecco! Dedico ad ognuno di voi questo viaggio, ringraziandovi uno per uno,
quelli che si danno da fare in prima linea e quelli in seconda, perché se la sottoscritta
ha potuto fare questo bellissimo viaggio è perché voi me lo avete regalato per i miei
40 anni, che mi avete fatto vivere nel modo più bello che io desiderassi! E lo dedico a
voi perché proprio nulla è scontato! Grazie!
Ultimo giorno, l’avventura continua, alla volta della miniera di sale
di Salzbergwerk; il popolo germanico è riuscito a trasformare una
miniera di sale in attrazione e divertimento: rivestiti con tunica e copri
fondo schiena di cuoio il tour è partito con foto ricordo di gruppo
e via a cavalcioni su simil trenino negli abissi salati. A cosa realmente
serviva quello speciale abbigliamento è stato scoperto poco più
tardi: per spostarsi a livelli inferiori, anziché fare le scale,
per altro umide e poco affidabili (così ci è stato fatto credere),
è stato necessario affidarsi a scivoli speciali, praticamente tronchi
di legno liscio; era finalmente chiaro il perché del para fondo schiena:
isolamento termico, perfettamente documentato in quanto immortalati da foto
ricordo con i protagonisti in caduta libera. Divertentissimo!Ma non finisce
qui! nel pomeriggio il gruppo compatto in miniera, si è diviso, una
parte alla volta del “Picco dell’Aquila” rifugio che Hitler
fece costruire in una posizione panoramica e spettacolare, che ora ospita
un tipico ristorante, perfetto per la “gamba sotto il tavolo”.L’altra
parte del gruppo alle Terme di Watzmann con gradita sorpresa, non solo per
la varietà di saune e piscine, ma per il “Toboga”, scivolo
a spirale con fuoriuscita finale in piscina, perfetto per i bimbi, perché
noi siamo grandi? un vero spasso, anche per “personaggi non sospetti”!
E così, dopo il gran finale,siamo ripartiti, felicemente stanchi
e ricolmi di emozioni che Vienna e dintorni e il grande gruppo Gefo ci hanno
saputo regalare. Ogni volta un vero successo!! E l’avventura continua,
Praga, stiamo arrivando!!!!!!